venerdì 30 luglio 2010    
Intervista al Prof. Luigi Ruco

Intervista a Luigi Ruco, Professore Ordinario di Anatomia Patologica presso l' Università La Sapienza di Roma, Referente Nazionale dei Direttori delle Scuole di Specialità di Anatomia Patologica.

Patologinfiore: Professor Ruco si è parlato in maniera informale di una riforma che interesserà le scuole di specialità in generale. Quali sono i punti cardine, validi per tutte le discipline?
Prof. Ruco: Il riassetto delle Scuole è già partito. Il decreto ministeriale è sulla GU del 5 novembre 2005, e l’istituzione delle nuove scuole dovrebbe completarsi entro 17 mesi (cioè entro maggio 2007); nel maggio 2006 è stato pubblicato in GU un Decreto Ministeriale sugli Standard e sui Requisiti Generali e Specifici delle diverse tipologie di Scuola in cui sono stabilite le modalità ed i requisiti per l’attivazione e l’accreditamento delle nuove Scuole. Prossimamente verrà attivato un sito Web del Cineca che consentirà la richiesta di istituzione e l’attivazione telematica delle Scuole “riordinate”. I punti cardine di questa riforma sono:
  • L’introduzione del sistema dei crediti formativi. Lo specializzando dovrà totalizzare 300 CFU in 5 anni
  • La netta prevalenza del tempo speso nelle attività professionalizzanti (210 CFU) rispetto a quelle formative (90CFU)
  • L’istituzione del “tronco comune” (81 CFU), cioè di una formazione condivisa da più scuole di specializzazione appartenenti alla stessa classe (nel caso dell’anatomia patologica le altre scuole che fanno parte del tronco comune sono: biochimica clinica, patologia clinica e microbiologia clinica).
  • La verifica del fatto che le nuove scuole soddisfino alcuni requisiti minimi, in termini di dotazioni strutturali e di ampiezza della casistica, per consentire un’adeguata formazione degli specializzandi.
  • Il passaggio dalle borse di studio ai contratti di lavoro.
Patologinfiore: Da dove parte e perchè questa riforma?
Prof. Ruco: Credo che il desiderio sia stato quello di mettere ordine in un sistema in cui ci possono essere delle differenze significative nella qualità della formazione impartita dalle varie Scuole. Inoltre c’è l’esigenza di adeguare l’ordinamento italiano agli standard degli altri paesi europei.

Patologinfiore: Quali sono concretamente i cambiamenti nella scuola di Anatomia Patologica?
Prof. Ruco: Sebbene le modalità di organizzazione del tronco comune non siano state ancora concertate con le altre Scuole, quest’aspetto della formazione potrà essere innovativo.
Uno degli obiettivi della riorganizzazione è quello di favorire l’interazione tra Università ed Ospedali. Le Scuole che hanno casistiche più limitate per essere accreditate dovranno mettersi in rete con gli Ospedali del territorio in modo da raggiungere i numeri di prestazioni previste dai requisiti minimi. Si può prevedere che un numero di specializzandi maggiore che in passato potrà trascorrere dei periodi di formazione nelle Unità ospedaliere

Patologinfiore: Entro quanto ci si dovrà adeguare ai nuovi parametri?
Prof. Ruco: Secondo la legge entro 17 mesi a partire da novembre 2005

Patologinfiore: Nei programmi ministeriali delle varie scuole di specialità erano già presenti degli obiettivi formativi (es.: numero di citologici vaginali da visionare all’anno, numero di autopsie da presenziare, numero di interventi chirurgici da effettuare all’anno, etc..) Ci sarà un organo di controllo che garantirà agli specializzandi di ogni scuola gli stessi contenuti formativi?
Prof. Ruco: I numeri di prestazioni proposti in passato, e rivisti dalle norme attuali, sono quelli che si ritiene che siano necessari allo specializzando per acquisire quella professionalizzazione necessaria a svolgere in modo adeguato i compiti professionali del suo incarico, e quindi per raggiungere gli obiettivi formativi propri della Specializzazione. Esiste un Osservatorio Nazionale per la Formazione Medica Specialistica che ha il compito della sorveglianza, e che dovrà verificare che le singole Scuole abbiano i requisiti minimi necessari per l’accreditamento.

Patologinfiore: Cosa accadrà a chi non potrà adeguarsi prontamente alle nuove regole ( ad esempio alle scuole prive di unità senologiche negli ospedali sede )?
Prof. Ruco: La scuola che mancasse di uno o più requisiti può integrare nella rete formativa altre strutture e quindi raggiungere la soglia dei requisiti minimi.

Patologinfiore: Gli Specializzandi svolgeranno in questa Riforma un ruolo passivo o attivo?
Prof. Ruco: L’impostazione è quella di una Scuola di Specializzazione più professionalizzante e con meno insegnamenti teorici. In questo senso la formazione sarà più interattiva con una maggiore partecipazione da parte degli specializzandi.

Patologinfiore: Pensa che Patologinfiore possa svolgere un qualche ruolo o possa essere di qualche utilità nell'attuazione di questa Riforma?
Prof. Ruco: Penso che Patologinfiore potrebbe porre alla comunità degli anatomo-patologi italiani alcune semplici domande del tipo:
Il numero degli Specializzandi iscritti ogni anno alle Scuole è adeguato alle reali esigenze?
Quanti sono gli anatomo-patologi attualmente in servizio?
Quanti posti si liberano ogni anno?
Con quale distribuzione geografica?
Credo che il numero degli specialisti formati non possa essere una variabile indipendente da quelle che sono le esigenze del paese, e che quindi il primo passo sia quello di stabilire sulla base della conoscenza di fatti oggettivi di quanti anatomo-patologi/anno si ha bisogno, per poi procedere a selezionare sedi e metodi per la formazione.
In questo senso suggerirei a Patologinfiore di stimolare la SIAPEC (il Presidente Oscar Nappi è molto disponibile) perchè attraverso la Società si svolga un’indagine conoscitiva che contribuisca ad informare su quella che è la reale situazione occupazionale della nostra disciplina nelle varie regioni italiane.