giovedì 9 settembre 2010    

LINFANGIOLEIOMIOMATOSI EXTRAPOLMONARE IN PAZIENTE AFFETTA DA SCLEROSI TUBEROSA.
   (Gennaio-Febbraio/2008) Dott.ssa Rosangela Trezzi (Università degli studi Milano Bicocca)

Storia clinica
Donna di 36 anni con riscontro di elevati valori di CA 125 e altri marcatori negativi, viene sottoposta ad una laparotomia esplorativa che mostrata ovaie completamente indenni.
vengono quindi eseguite biopsie peritoneali e asportati di alcuni linfonodi di aspetto colliquato.

Descrizione macroscopica
Multipli frammenti rossastri.Omento di aspetto congesto senza lesioni focali.
Linfonodi erano in realtà delle formazioni irregolari rossastre con diametro compreso tra i 3 e i 4 cm.

Descrizione microscopica
L’omento presenta diffuse formazioni vascolari ectasiche circondate da proliferazione di cellule sierose e focali aggregati di linfociti a volte più a volte meno rappresentati (foto1).
Non è più possibile riconoscere la normale architettura dei linfonodi che appaiono completamente occupati da una proliferazione cellulare associata a isole di tessuto linfoide (foto 2).
A maggior ingrandimento notiamo come la lesione è cositutita da cellule a volte con aspetto epiteliode a volte più fusato che formano dei boundles separati da spazi delimitati da endotelio quindi dei veri e propri spazi vascolari che si anastomizzano tra loro con un aspetto pericitoma like (foto 3). Bassa attività proliferativa, assenza di figure mitotiche (foto 4).
Le indagini immunoistochimiche dimostrano la natura muscolare delle cellule che sono infatti risultate positive all’actina muscolo liscio (foto 5), e la presenza di spazi vascolari con il CD 34 (foto 6). Alcune cellule sono positive a HMB-45 (foto 7).


Foto 1
Foto 2
Foto 3
Foto 4

Foto 5
Foto 6
Foto 7

Diagnosi
Linfangioleiomiomatosi extrapolmonare in paziente affetta da sclerosi tuberosa.

Discussione
Si tratta di un disordine raro caratterizzato dalla proliferazione amartomatosa di cellule muscolari lisce immature all’interno dei vasi linfatici e dei linfonodi retroperitoneali e mediastinici e spesso nel parenchima polmonare. E’ spesso associata ad alcune neoplasie tra cui l’angiomiolipoma renale e tumori dei tessuti molli. Le manifestazioni cliniche dipendono dalla sede colpita e comprendono: chilotorace, ascite chilosa, dispnea progressiva, pneumotorace ricorrente ed emottisi. Il decorso clinico è variabile: pazienti con lesioni localizzate hanno sopravvivenza elevata dopo terapia chirurgica, spesso il trattamento è mirato alle complicanze come le effusioni pleuriche di linfa; in caso di malattia rapidamente progressiva è stato sperimentato trattamento ormonale, anche se con evidenza di poca utilità. Colpisce esclusivamente donne in età riproduttiva, la prevalenza è circa una per milione negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. La malattia il più delle volte è sporadica, anche se è riportato che ricorre in circa il 3% di pazienti con la sclerosi tuberosa. L’associazione tra le due condizioni è ancora controversa anche se oggi dal punto di vista genetico è stato dimostrato che LMA e fortemente correlata alla mutazione di uno dei geni della sclerosi tuberosa (TSC2) sul cromosoma 16.1-2 Istologicamente è caratterizzata dalla proliferazione di cellule muscolari lisce anormali chiamate cellule LMA che infiltrano le pareti dei vasi linfatici e nei linfonodi., creando delle masse in cui queste cellule sono organizzate in patterns trabecolare, fascicolate e papillare. E’ possibile distinguere due tipi di cellule: centralmente sono presenti cellule piccole, fusate e in periferia un secondo tipo di cellule più grandi, epitelioidi con abbondante citoplasma. Questa osservazione e gli studi immunoistochimica hanno portato ad ipotizzare che queste cellule si replicano e poi vanno incontro ad una differenziazione migrando alla periferia. Le cellule LMA sono infatti risultate positive per aactina muscolo liscio, miosina muscolo liscio catene pesanti, in parte per desmina. Le cellule epitelioidi hanno mostrato reattività per HMB 45 e anticorpi contro i recettori di estrogeno e progesterone, sembra quindi che la proliferazione di queste cellule possa essere sotto il controllo di stimoli ormonali. Al presente la positività all’HMB 45 e considerata il metodo più utile per l’identificazione di cellule LMA e osservazioni fatte al microscopio elettronico indicano che in queste cellule avviene una forma incompleta di melanogenesi.3 E’ quindi possibile comprendere questo tipo di lesione tra quelle a partenza dei periciti (HMB 45+). La manifestazione della malattia come unica localizzazione extrapolmonare è molto rara,4 in letteratura infatti sono descritti solo pochi casi.5-6

Bibliografia
1 Lu H-C, Wang J Lymphangioleiomyomatosis initially presenting with abdominal pain. A case report. J Clin Imag 27; 2003, 166-170
2 Moss J, Avila N. Prevalence and Clinical Characteristics of LMA in Patients with Tuberous Sclerosis Complex. Am.J. Respir Crit Care Med. 163; 669-671, 2001
3 Ferrans V, Yu Zu, Nelson W. Lymphangioleiomyomatosis. J Nipp Med Sch .67 (5), 311-29.2000.
4 Jaiswal VR, Baird J, Fleming J. Localized retroperitoneal lymphangioleiomyomatosis mimicking malignancy. Arch Pathol Lab Med, 127, 879-82, 2003
5 Kim H-S, Park M, Suh K. Lymphangiomyomatosis Arising in the pelvic cavity: a case report. J Korean Med Sci. 20:904-7. 2005
6 Gyure K, Hart W Lymphangiomyomatosis of the uterus Associated with Tuberous Sclerosis and Malignant Neoplasia of the Female Genital Tract: A report of two cases. IN J gyn Pathol. 14: 344-351.1995.