giovedì 9 settembre 2010    

SPIROCHETOSI INTESTINALE
   (Gennaio-Febbraio/2007) Dott. Mosè Lisci (Anatomia Patologica Mondovì (CN))

Notizie cliniche
Paziente di sesso maschile, di razza bianca, di 80 anni, con lieve diverticolosi del sigma, emorroidi di II grado, anite rossa; tre minuti polipi rettali situati a cm 10, cm 12, cm 13 dall’ano, asportati.
Aspetto micro
Lembi di mucosa rettale, di architettura generale conservata, interessati da flogosi linfo-plasmacellulare della tonaca propria, lieve, focalmente moderata (figg. 1-2-3-4).

Fig. 1
Fig. 2
Fig. 3
Fig. 4


L’orletto striato, con la colorazione di routine Ematossilina-Eosina, appare aumentato di spessore, di colorito viola intenso diffuso (figg. 5-6-7-8); a maggiori ingrandimenti il brush-border ha aspetto sfrangiato, per la presenza di numerosissimi micro-organismi bastoncellari, fittamente stipati fra loro, modicamente spiralizzati, tenacemente adesi all’orletto delle cellule superficiali, sia al collo delle cripte (figg. 9-10-11).

Fig. 5
Fig. 6
Fig. 7
Fig. 8


Fig. 9
Fig. 10
Fig. 11


Con la colorazione secondo Warthin-Starry, l’orletto nell’insieme ed i singoli micro-organismi assumono colore nero, intenso. Detti bacilli hanno dimensioni comprese fra i 2 e i 4 micron di lunghezza (figg. 12-13-14-15-16).

Fig. 12
Fig. 13
Fig. 14


Fig. 15
Fig. 16

Diagnosi
Spirochetosi intestinale con minima proctite
Cenni storici
La presenza di spirochete nell’intestino umano era già nota agli inizi del ‘900; il termine “Spirochetosi Intestinale” fu coniato nel 1967 da Harland e Lee (1); Korner e Gebbers definiscono l’entità come “a condition defined morphologically by the presence of spirochetal microorganisms attached to the apical cell membrane of the colonic and rectal epithelium”(2); anche l’appendice vermiforme può essere coinvolta (14). I micro-organismi , nel tempo, hanno assunto diverse denominazioni, da Borrelia Eurygyrata, a Serpulina pilosicoli (3), alle attuali Brachyspira Aalborgi e Brachyspira Pilosicoli (4).
Sintomatologia
L’associazione fra la presenza di spirochete e la comparsa di sintomatologia è, da lungo tempo, oggetto di discussione; (5) (6) (7) (8) (9); nella maggioranza dei casi i sintomi sono rappresentati da addominalgia, diarrea, per lo più acquosa, talora sanguinolenta (10).
Epidemiologia
Il riscontro di spirochete in una biopsia, è molto frequente nei paesi economicamente più sfavoriti (100% in certe zone dell’Africa) (11), dove la spirochetosi può assumere quadri più drammatici, fino alla cachessia (2) ; elevate percentuali sono presenti anche negli aborigeni australiani (32,6%), nella città di Chicago (30%); nell’Europa occidentale le percentuali variano dall’1,9% al 10%, con l’eccezione della Grecia (20%) (11); nei paesi più sviluppati, la spirochetosi intestinale compare quasi esclusivamente nei pazienti affetti da malattie defedanti, negli immunodepressi, specialmente nei casi di infezione da HIV, spesso con conseguenze severe (2) ; le abitudini sessuali, in particolare la consuetudine ai rapporti anali , avrebbero un ruolo fondamentale nella trasmissione oro-fecale della malattia; da questo punto di vista, gli omosessuali maschi sarebbero più a rischio; esiste anche una casistica relativa all’età pediatrica (12).
Terapia
Il Metronidazolo sembra essere il farmaco elettivo (12) (15), ma vengono riferiti casi di totale remissione dei sintomi, senza alcun presidio terapeutico.
Diagnosi differenziale
Il reperto di spirochete in una biopsia è occasionale nella maggioranza dei casi; la decisione del clinico di procedere ad un prelievo, infatti, è dettata dalla necessità di escludere eventi morbosi assai più comuni (16) e, talvolta, totalmente disgiunti dai sintomi (peraltro incostanti e con significative variazioni individuali) indotti dalle spirochete; sintomi che, peraltro, sono sovrapponibili a numerose altre entità morbose del tratto entero-colico: è improbabile che il Clinico specifichi, nella richiesta, il termine “spirochetosi”; ne deriva che il patologo impegnerà le proprie forze nella valutazione di quadri istologici caratterizzati da maggiore specificità e da ben altra portata per il paziente ( Crohn, Colite ulcerosa, Coliti microscopiche, polipi iperplastici, adenoma, carcinoma, giardiasi, appendiciti); è dunque molto probabile che il patologo sia indotto a non valutare il “brush border” alla ricerca di spirochete; l’orletto striato, nel colon, ha uno spessore di circa 0,5 micron, appare eosinofilo, traslucido, all’ematossilina eosina (figg. 17-18-19).

Fig. 17
Fig. 18
Fig. 19

Consigli per la diagnosi
Tuttavia, nelle biopsie di routine non è sempre agevole (se non ad altissimo ingrandimento) valutarne il colore, soprattutto in base alla posizione del condensatore, mentre lo spessore appare essere un parametro più costante ; di conseguenza, un orletto a spazzola anomalo può passare del tutto inosservato (13) senza che le spirochete vengono evidenziate e segnalate; tuttavia, la presenza di un orletto striato violaceo, di 2-3 micron di spessore, con aspetto “sfrangiato”, “peloso”, può essere già evidente a medio ingrandimento (250x) ; ingrandimenti a 400x e i 1000x ad immersione consentono di evidenziare le spirochete con relativa facilità, in particolare con le impregnazioni argentiche (Warthin – Starry, Dieterle).
Bibliografia
1)Harland WA, Lee FD.Intestinal Spirochetosis, Br.Med.J. 1967;2: 718-719
2)Korner M, Gebbers JO, Clinical significance of human intestinal spirochetosis: a morphologic approach. APMIS, 2002 Aug;110(7-8):571-9
3)Nodit L, Parizhskaya M, Intestinal Spirochetosis. Arch Pathol Lab Med, Vol 128, July 2004
4)Guzman g, Weisenberg E. Intestinal Spirochetosis. Arch Pathol Lab Med, Vol 128, October 2004
5) Gad A. The pathogenicity of intestinal spirochaetosis. Histopathology. 1983 Jan;7(1):140-1.
6) Mooney EE, Casey M, Dervan PA, Intestinal spirochaetosis: pathological entity of no clinical significance? Ir J Med Sci. 1988 Oct;157(10):324-5.
7) DauzanYR, Merlio JP et al. Colo-rectal spirochetosis: is it an anatomo-pathologic entity? Ann Pathol. 1990;10(4):258-61.
8) Christie JD, Intestinal spirochetes. Organisms in search of adisease? Infection, 2003 Oct;31(5):341-9
9) Van Mook WN, Koek GH et al. Human intestinal spirochaetosis: any clinical significance? Eur J Gastroenterol Hepatol. 2004 Jan;16(1):83-7. Review.
10) Kaplan LR, Takeuchi A, Purulent rectal discharge associated with a nontreponemal spirochete. JAMA. 1979 Jan 5;241(1):52-3.
11) Kothari TH, Mateo R et al. Intestinal spirochetosis John Hopkins advanced studies In medicine Vol 6, No. 5, May 2006 12) Marthinsen L, Willen R (et al.)
Intestinal spirochetosis in eight pediatric patients from Southern Sweden. Am J Surg Pathol. 2005 Jul;29(7):982
13) Kholova I, Spacek J, Siroky M, Intestinal spirochaetosis: a rare histopathological diagnosis and potential light microscopic pitfall. Am J Clin Pathol. 2003 Dec;120(6):820-1
14) Henrik N, Lundbeck FA et al. Intestinal spirochetosis of the vermiform appendix Gastroenterology 1985, 88:971-977
15) Knopf B, Bethke B, Stolte M Human Intestinal Spirochetosis Pathologe, 2003 May; 24(3):192-5
16) Koteish A, Kannangai R, Abraham SC, Torbenson M Colonic spirochetosis in children and adults Am J Clin Pathol 2003, Dec; 120(6):828-32