giovedì 9 settembre 2010    

LINFOMA INTRAVASCOLARE
   (Gennaio-Febbraio/2007) Dott. Martino Bosco (Università degli Studi di Torino)

Notizie cliniche
Una donna di 62 anni giunge all’osservazione clinica per la presenza da alcuni giorni di deficit neurologici focali transitori, febbricola, lieve calo ponderale, astenia, splenomegalia. Non sono presenti segni di meningismo.
Gli esami ematochimici mostrano una reazione di fase acuta con aumento di VES e PCR e una moderata monocitosi (1,5 x 103/??L). Gli altri parametri emocromocitometrici sono nella norma. Allo striscio di sangue periferico é confermata la monocitosi. Non sono presenti elementi atipici o immaturi.
L’anamnesi patologica non mostra patologie cerebrovascolari né sono presenti fattori di rischio per questa patologia. Tre mesi prima l’attuale ricovero la paziente era stata sottoposta a un intervento ortopedico al piede sinistro, risoltosi senza complicanze.
La persistente e inspiegata monocitosi e la splenomegalia orientano i clinici verso la possibilità di un disordine mieloproliferativo e in particolare di una leucemia mielomonocitica cronica. Viene quindi eseguita una biopsia osteomidollare.


Microscopia ottica
Le caratteristiche citologiche degli elementi atipici non sono compatibili con quelle di micromegacariociti in sede intravascolare.
La reazione negativita per pancitocheratine (clone KL1) e S100 e la completa assenza di aggregati cellulari coesivi escludono la possibilità di microemboli in transito di cellule di carcinoma o melanoma.
La citologia e la localizzazione in sede intrasinusoidale degli elementi atipici sono invece caratteristiche di linfoma a grandi cellule B intravascolare. Le reazioni immunoistochimiche con anti-CD20 e anti-CD79a confermano la natura B-cellulare degli elementi neoplastici (fig. 4-6).






Diagnosi
La positività per marcatori pan-B e la negatività per CD30 esclude la diagnosi di linfoma anaplastico che poteva essere suggerita dall’elevato grado di pleomorfismo nucleare.
La classificazione WHO 2001 definisce il linfoma a grandi cellule B intravascolare come un sottotipo di linfoma diffuso a grandi cellule B extranodale caratterizzato dalla presenza esclusiva di cellule linfomatose all’interno del lume dei piccoli vasi (1)


Discussione
Gli aspetti clinici, ampiamente variabili, sono riferibili agli effetti ischemici dipendenti dall’occlusione da parte delle cellule linfomatose del letto capillare dei vari distretti. La presenza di sintomi neurologici, che interessavano anche questa la paziente, sono comuni. La monocitosi periferica presente in questo caso è invece da considerarsi di probabile origine reattiva.
La crescita intravascolare di questo linfoma è considerata l’espressione di un deficit delle funzioni di ricircolazione leucocitaria, attribuita all’assenza sulle cellule neoplastiche delle molecole di adesione CD29 (una beta1 integrina) e di CD54 (ICAM-1) (2).
Dal punto di vista immunofenotipico le cellule linfomatose esprimono marcatori pan-leucocitari (CD45), pan-B (CD19, CD20, CD79a) e, occasionalmente, CD5 (1). La maggioranza dei casi studiati mostra riarrangiamento clonale dei geni delle imunoglobuline ma sono anche descritti rari casi con riarrangiamento dei geni del recettore antigenico delle cellule T (3).
La diagnosi su biopsie osteomidollari di linfoma a grandi cellule B intravascolare è spesso resa difficoltosa dalla minima invasione del letto sinusolidale di questo distretto mostrata da questa malattia. Lo studio immunoistochimico in questi casi facilita l’identificazione della popolazione neoplastica.

Conclusioni
Il linfoma a grandi cellule B intravascolare è in generale estremamente aggressivo e scarsamente responsivo alla chemioterapia. Attualmente la paziente è in remissione clinica dopo chemioterapia di induzione.


Bibliografia
(1) KC Gatter, RA Warnke. Intravascular large B-cell lymphoma, in: Tumours of haematopoietic and Lymphoid Tissues, WHO Classification of Tumours, Lyon 2001
(2) Ponzoni M, Arrigoni G, Gould VE, Del Curto B, Maggioni M, Scapinello A, Paolino S, Cassisa A, Patriarca C. Lack of CD 29 (beta1 integrin) and CD 54 (ICAM-1) adhesion molecules inintravascular lymphomatosis. Hum Pathol. 2000 Feb;31(2):220-6.
(3) Perniciaro C, Winkelmann RK, Daoud MS, Su WP. Malignant angioendotheliomatosis is an angiotropic intravascular lymphoma. Immunohistochemical, ultrastructural, and molecular genetics studies. Am J Dermatopathol. 1995 Jun;17(3):242-8.